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Ago03

Dalla legge di stabilità un aiuto per gli inquilini

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Dalla legge di stabilità un aiuto per gli inquilini

Università, ma quanto mi costi! Tra le tante difficoltà che hanno gli studenti italiani e le loro famiglie, la più gravosa è quella dell’alloggio. In questi giorni molti universitari fuori sede, circa 700mila in tutta Italia, sono alle prese con la ricerca di una soluzione abitativa, possibilmente a buon prezzo. Vista l’esiguità dell’offerta degli enti universitari si orientano verso il privato con un posto letto, una camera singola in appartamento condiviso, oppure un mono/bilocale. Ma i prezzi non coincidono quasi mai con le tasche delle famiglie. I problemi per gli studenti fuori sede non sono solo quelli del caro-affitto. Le criticità maggiori vengono dal “nero”: l’evasione e l’elusione fiscale che deriva da questo settore degli affitti, e l’irregolarità contrattuale si coniuga sempre con l’impossibilità di far valere i propri diritti. Il SICET stima che il 70% delle locazioni a studenti siano irregolari. Quelle più frequenti sono: l’assenza del contratto, l’omissione della registrazione, la mancata consegna della ricevuta di pagamento e aumenti o richieste economiche di vario tipo ingiustificate. Affitti regolari per gli studenti è una grande battaglia per il SICET e su questo tutti devono fare la propria parte, iniziando proprio dai primi interessati: gli studenti. Si tratta di una svolta culturale a cui le istituzioni a tutti i livelli e la società devono contribuire. La legge prevede che il contratto deve essere fatto in forma scritta. La legge n°431 del 1998 ha introdotto una tipologia contrattuale specifica, il contratto per studenti può essere stipulato nei comuni sedi di università e nei comuni limitrofi e potrà essere intestato anche a più studenti, con la possibilità al subentro, nel caso che uno degli intestatari lasci l’immobile. Per studenti fuori sede si intendono gli iscritti a un corso universitario in un comune diverso da quello di residenza. Il contratto ha una durata minima di sei mesi e un massimo di tre anni. Il canone di locazione è stabilito dagli accordi territoriali con agevolazioni fiscali per entrambe le parti. Per i proprietari se scelgono la tassazione IRPEF il reddito percepito dell’affitto andrà a sommarsi agli altri redditi e risulterà imponibile per 66,5%. Mentre se opteranno per la cedolare secca, il reddito dell’affitto percepito verrà tassato in misura fissa del 10%. Nel contratto è previsto un deposito cauzionale di importo sino a tre mensilità e produttivo degli interessi legali. Le spese condominiali e gli oneri accessori saranno ripartiti sulla base della tabella individuata dagli accordi tra sindacati degli inquilini e associazioni della proprietà. Nel caso in cui il locatore abbia scelto l’opzione della tassazione ridotta non può pretendere nessun aumento del canone fissato nel contratto. Anche l’inquilino studente potrà usufruire delle detrazioni sui canoni del 19%, per un importo non superiore a 2.633 euro. Per fruire della detrazione delle spese per canoni di locazione è necessario che l’università sia ubicata in un comune distante da quello di residenza dello studente almeno 100 chilometri e che il comune di residenza dello studente appartenga ad una provincia diversa da quella in cui è situata l’università. La detrazione spetta anche se le spese sono state sostenute dai genitori. Il contratto deve essere registrato entro trenta giorni dalla stipula o dalla decorrenza. Se il proprietario sceglie la tassazione con la cedolare secca per la registrazione non si dovrà pagare nulla, ma il contratto dovrà essere comunque registrato. Attenzione per evitare contenziosi a fine locazione è bene redigere un verbale di consegna dell’immobile e del mobilio con le condizioni in cui si trovano. Tutte le informazioni nelle sedi del SICET. Gli indirizzi nel sito www.sicet.it

Lug16

Sicet, scaduto stop agli sfratti degli inquilini Articolo Sicet pubblicato dal quotidiano "Avvenire" venerdì 3 luglio 2015

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 Sicet, scaduto stop agli sfratti degli inquilini Articolo Sicet pubblicato dal quotidiano

E’ scaduta il 28 giugno la proroga che sospendeva per sei mesi gli sfratti degli inquilini più deboli. Ora si trovano senza nessuna tutela e soluzione alla loro perdita dell’alloggio. Si tratta delle famiglie con un reddito annuo lordo inferiore a 27.000 euro, la presenza nel proprio nucleo familiare di persone ultrasessantacinquenni, malati terminali,  portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento e nuclei con figli fiscalmente a carico. Tutto questo in una situazione degli sfratti sempre più grave, senza nessuna misura pubblica efficace in grado di dare soluzioni all’emergenza e con il pesante fallimento degli impegni del Governo di utilizzare la proroga per garantire il passaggio da casa a casa degli sfrattati. Due dovevano essere le misure di superamento del problema che non sono ancora partite. Il recupero degli alloggi di edilizia pubblica, tramite interventi manutentivi leggeri, per renderli assegnabili si è avviato solo il 21 maggio tramite la ripartizione dei fondi alle regioni. Con il risultato di una pesante burocrazia, nonostante la richiesta di semplificazione del SICET, che darà i primi alloggi disponibili solo alla fine del prossimo anno. La seconda misura: la quota di 25milioni sul fondo di sostegno all’affitto 2015, non ha raggiunto anche in questo caso nessun risultato, mancando ancora i bandi comunali per il loro utilizzo. Anche qui bisognerà attendere molti mesi prima della loro efficacia. Che la situazione sia drammatica lo certifica il Ministero dell’Interno con i dati usciti in questi giorni. I provvedimenti esecutivi di sfratto ad uso abitativo emessi nell’anno 2014 sono stati 77.278 di cui: 3.433 per necessità del locatore, 4.830 per finita locazione e 69.015 per morosità e altra causa. Nello stesso periodo le richieste di esecuzione sono state 150.076 e gli sfratti eseguiti 36.083. Il raffronto con i dati dell’anno precedente evidenzia per i provvedimenti di sfratto emessi un aumento del +5%. Tale incremento risulta più pesante in Molise +86,1%, Puglia +57,9%, Marche +37,2%, Trentino Alto Adige +32,2, Sardegna +23,5%, Liguria +19,6% ed Abruzzo +17%. Aumenti a due cifre anche per le richieste di esecuzione e per gli sfratti eseguiti, in confronto con l’anno 2013 con un incremento, a livello nazionale, del +14,6% e del +13,5%. Dall’analisi numerica dei dati riferiti ai provvedimenti di sfratto emessi nell’anno 2014 emerge che il maggior numero di questi si concentra in Lombardia con 14.533 provvedimenti: il 18,8% del totale nazionale, seguita dal Lazio con 9.648, pari al 12,5 e dal Piemonte con 8.256, il 10,7%. Per quanto riguarda le richieste di esecuzione la regione che presenta il valore più elevato nel 2014 è la Lombardia con 51.891 richieste, il 34,6% del totale; seguono l’Emilia Romagna con 20.750, il 13,8% ed il Lazio con 13.251, il 8,8%. La regione che presenta il maggior numero di sfratti eseguiti è la Lombardia con 6.640, il 18,4% del totale, seguita dall’Emilia Romagna con 5.472, il 15,2% e dal Lazio 3.503, il 9,7%. A livello provinciale sotto il profilo di rapporto sfratto/famiglie si colloca al primo posto Barletta-Andria-Trani con uno sfratto ogni 133 famiglie. Seguono Prato 1/151, Savona 1/165, Asti 1/172, Monza e la Brianza 1/192 e Bari con uno sfratto ogni 196 famiglie. Davanti a questo quadro, a parere del SICET servono uregenti misure emergenziali per salvaguardare gli inquilini più deboli con un vero passaggio da casa a casa e strutturali, con una riduzione del costo degli affitti ed una politica di offerta pubblica. In tutte le sedi del SICET assistenza e tutela, anche legale, in caso di sfratto.

Giu05

Ecco le detrazioni fiscali per gli alloggi sociali

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Roma - 05-06-2015 - Fonte: Avvenire

 Ecco le detrazioni fiscali per gli alloggi sociali

Buone notizie per gli inquilini degli dell’edilizia pubblica. Da quest’anno possono usufruire di detrazioni fiscali: pari a 900 euro con un reddito sino 15.493,71 euro che si dimezzano a 450 euro con un reddito tra 15.493, 71 ed 30.987,41 euro. Si tratta di un aiuto importante, introdotto dall’art. 7 della legge 23 maggio 2014 n. 80 e raggiunto attraverso il forte impegno del SICET, il sindacato inquilini della CISL, sul Governo e il Parlamento che sicuramente potrà dare un po’ di respiro a famiglie spesso in grave difficoltà. La norma prevede questa detrazione fiscale per il triennio che va dal 2014 al 2016 ed è riservata agli inquilini titolari di un contratto di locazione di alloggi definiti “sociali” a condizione che questi siano adibiti a propria abitazione principale. La definizione di questo tipo di alloggio è stata fatta attraverso il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 22 aprile 2008 in attuazione dell’art. 5 della legge 8 febbraio 2007, n. 9. Infatti la detrazione non riguarda solo l’edilizia residenziale pubblica, le cosiddette “case popolari” ma anche altre tipologie di affitto. E' definito “alloggio sociale” l'immobile ad uso residenziale in locazione ma anche altre locazioni che svolgono la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, per ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. Rientrano nella definizione gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni. Una situazione non semplice. Come fare per usufruire di queste detrazioni. Prima di tutto è necessario rivolgersi al SICET portando il contratto di locazione stipulato con la proprietà o il gestore (Comune, Azienda Territoriale per l’edilizia pubblica, Cooperative o Privati) per verificare se questo tipo di alloggio, in particolare per le agevolazioni utilizzate nella costruzione, lo fanno rientrare nella definizione di alloggio sociale. Se manca il contratto il SICET dovrà fare le verifiche del caso. E’ necessario fare presto visti i tempi stretti per la presentazione del 730. Se l’alloggio rientra in quelli utili per la detrazione serve richiedere una attestazione all’ente gestore o proprietario che poi dovrà essere esibita nel momento in cui si effettua la dichiarazione dei redditi. Si ricorda che per poter usufruire della detrazione di 900 o 450 euro è necessario presentare la dichiarazione dei redditi con il modello 730 oppure l’unico, anche per i pensionati. Oltre a queste sono possibili detrazioni anche per gli inquilini privati. Con contratti abitativi liberi oppure con quelli concordati della legge 431/98. Ma anche per i giovani tra i 20 e i 30 anni in locazione. Detrazioni poi anche per gli affitti degli studenti universitari ed i lavoratori che si trasferiscono in una nuova locazione.

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